06/02/2010
Perdonare 2
Jankelevitch obbedisce alla logica cosiddetta "polemica", alla quale resiste, e resiste all'infinito, la logica dell'etica iperbolica. Quest'ultima richiederebbe di concedere il perdono ladove queto non è nè domandato nè meritato, e addiritura per il peggiore dei mali radicali. Il perdono prende senso ( se almeno deve mantenere un senso, cosa che non è sicura ), trova la sua possibilità di perdono solo laddove è chiamato a fare l' im-possibile e a perdonare l'im-perdonabile. (...) Infatti il comune assioma della tradizione (...) è che il perdono debba avere del senso, e che questo senso debba determinarsi su uno sfondo di salvezza, di riconciliazione, di redenzione, di espiazione, direi persino di sacrificio. (...) Il passato è passato, l'evento ha avuto luogo, la colpa ha avuto luogo, e questo passato, la memoria di questo passato resta irriducibile, intrattabile. E' una delle differenze con il dono, che in principio non riguarda il passato.
Jaques Derrida "Perdonare" cit. ( continua)
13:42
Scritto da : val43
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